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concorsi di fotografia

Sgombriamo subito il terreno : fino allo scorso anno, non avevo mai partecipato ad un concorso fotografico.
Era una scelta dettata da un lungo elenco di false motivazioni : “non ho tempo di farlo”, “non credo sia utile”, “non avrà un ritorno”.

Ma la vera risposta era un’altra : la mia fotografia è mediocre ed avevo un gran timore che qualcuno me lo dicesse in faccia.

E’ cambiato qualcosa ?
La mia fotografia è rimasta mediocre, ma se è migliorata, è dovuto al fatto che non ho più paura dei giudizi negativi, che raccolgo e metto nel mio zaino sulla strada della crescita.Sono una persona competitiva, non mi piace arrivare secondo e non ho mai creduto al motto “l’importante è partecipare”. Se partecipo, voglio vincere.

Non partecipavo ai concorsi, unicamente per paura, solo perchè certo di perdere in partenza.

I dubbi

I concorsi di fotografia, mi lasciano ancora qualche interrogativo e perplessità. Ve ne sono centinaia, e gran parte di questi, sono strumenti per prelevare denaro dalle tasche di tanti appassionati e professionisti.
Aggiungo il fatto che in molti concorsi a vincere sono sempre gli stessi nomi, che spesso si celano addirittura tra le fila degli organizzatori, o peggio dei giudici. Ma inutile nascondersi dietro a complotti o logiche di stampo massonico, i concorsi sono un mezzo di pubblicità e promozione come tanti altri, e lo sponsor più forte, vince la partita.

C’è da considerare poi che non ho mai inteso la fotografia come una gara di atletica leggera. Non ho mai visto gli altri colleghi come degli antagonisti sportivi; l’unico avversario che ho in un’attività creativa come la fotografia (non la voglio nemmeno lontanamente etichettera “artistica”) è unicamente me stesso.

Ma allora perchè partecipare ai concorsi di fotografia ?

Concorsi di fotografia – Le certezze

Nonostante i dubbi, ho maturato la convinzione che per la mia attività, i concorsi siano estremamente utili. Partecipare mi spinge a rinnovare e selezionare meglio il mio portfolio, mi permette di comprendere cosa funzioni e cosa sia da correggere nelle mie immagini. Comprendere come i giudici esprimano le loro valutazioni, ascoltare persone non coinvolte personalmente ed emotivamente con il mio lavoro, è uno strumento di crescita davvero utilissimo.

Fino ad oggi, mi ero stupidamente negato la possibilità di confrontarmi con gli altri, di fare giudicare i miei lavori e leggere il mio portfolio. Se guardo bene al mio passato, mi ha causato più danni la paura di cadere, che non il dolore per le effettive cadute fatte (poche per fortuna).

Vedere vincere gli altri, nel mio subconscio rimasto bambino, continua a generarmi qualche disagio, ma oggi vivo i risultati dei concorsi in modo positivo e forse più maturo. Non provo alcuna invidia per i traguardi ed i successi degli altri. Vedere grandi immagini, grandi reportage, mi fa venire solo voglia di dire “bravo” e complimentarmi con l’autore, mi fa venire voglia di prendere in mano la macchina fotografica per fare di meglio.

E anche se non arriverò sul gradino più alto del podio, almeno cercherò di arrivarci vicino.

Maurizio Mannini

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