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evoluzione della fotografia di matrimonio

La storia è fatta di corsi e di ricorsi, pare che il genere umano brilli per la sua memoria labile e tenda naturalmente a non fare tesoro degli errori fatti in precedenza…

Sono trascorsi alcuni giorni da quando, con grande sorpresa, mi sono imbattuto in un articolo di un grande fotografo italiano, che peraltro ammiro e stimo moltissimo, che si rivoltava contro l’uso prossimo venturo delle riprese video ad altissima risoluzione nei reportage di matrimonio, permettendo di “estrarre” singoli fotogrammi dal video, vere e proprie foto di ottima qualità, che potrebbero sostituire completamente il servizio fotografico.

L’articolo invitava ad avere almeno la decenza di non chiamarla fotografia, ma come si potrà intuire, il mio punto di visto è sostanzialmente diverso…

Già in passato ho assistito a prese di posizione, volte a difendere l’esistente, lo stato di fatto o meglio, quanto di noto esistesse fino a quel momento. L’ignoto è da sempre la fonte dei nostri incubi peggiori, l’ignoto e la sua paura, è ciò che ci frena e sostanzialmente…ci fotte…

L’evoluzione della specie

La mia oggi non è una digressione sulla fotografia, quanto una riflessione sui modi in cui ciascuno di noi possa vivere, in libertà, la propria esistenza. Penso di poter affermare, senza timore di essere smentito, che nella nostra vita siamo accomunati da due costanti : l’errore ed il cambiamento. Nessuno è immune agli errori, nessuno ha una vita senza mutamenti. Ora i mutamenti, si può fingere di non vederli, e siamo anche liberi di ripetere all’infinito i nostri errori. Ma arriverà il giorno in cui l’evoluzione della specie avrà la meglio, il giorno in cui qualcuno pronto a cavalcare il cambiamento, ci supererà, spostando l’asticella più in alto e facendoci diventare ad un tratto, inutili e superati.

Oltre dieci anni fa, presenziando ad un congresso di Kodak, il grande e lungimirante fotografo australiano Yervant, aveva affermato che la fotografia sarebbe di lì a poco, diventata quasi esclusivamente fotografia digitale, relegando la pellicola ad un mercato di soli addetti ai lavori. Yervant fu fatto sedere in malo modo dai relatori di Kodak, che ovviamente all’epoca difendevano la loro posizione di dominio sul mercato della pellicola. Yervant ancora oggi è uno dei fotografi di matrimonio più quotati a livello mondiale, Kodak ha dichiarato bancarotta.

Da fotografi a qualcosa di diverso

Torniamo alla questione di realizzare un servizio fotografico di matrimonio, prendendo singoli fotogrammi dal flusso di una ripresa video ad altissima risoluzione. Onestamente, non mi sento ad oggi, nè pronto nè preparato ad un simile passaggio, ma non posso escludere a priori che questo potrà essere il mio modo di lavorare da qui a dieci anni.

Forse non mi chiamerò fotografo, come non ho oggi nel presente la pretesa che la mia sia chiamata fotografia, nè tanto meno, fotografia d’autore. Centinaia di ragazzi escono dalle nostre scuole di fotografia e d’arte, pronti a mettersi in gioco, a sperimentare, evolversi e d’un tratto, spazzare via vecchi dinosauri rimasti a difendere un territorio che di fatto non esiste più.

Come si può sostenere che nel fare video, non si possa fare fotografia ?
Avete mai visto un film di Paolo Sorrentino, con la fotografia curata da Luca Bigazzi ? (e questo è solo un singolo esempio di centinaia che potrei fare).

Se un Luca Bigazzi del caso, creasse una squadra di due/tre operatori video, e li guidasse nelle riprese di un matrimonio, pensate che non sarebbe capace di creare un servizio fotografico, fatto di istantanee prese dal suo flusso video, in grado di lasciare chiunque a bocca aperta ?

Solo il tempo sarà giudice ed allora da fotografi che siamo, potremo essere diventati qualcosa di diverso, oppure, esserci estinti.

Maurizio Mannini

 

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