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foto di famiglia

Quanti modi abbiamo per dire ai nostri figli che sono importanti per noi ?

Ognuno di noi manifesta ogni giorno il proprio amore per loro, in mille modi diversi.
Facendo colazione assieme, scambiandosi un abbraccio prima di uscire per andare a scuola, accompagnando a letto i nostri piccoli con una storia ed un bacio della buona notte.

Sono gesti tangibili, reali, che i bambini percepiscono e vivono in una quotidianità che è sempre più virtuale ed online. Ma ci sono mille altri stimoli che i bambini percepiscono e che fanno dire loro : questa è la mia casa, questa è la mia famiglia.

Qualche mese fa, mi sono trovato a leggere un articolo sull’Huffington Post (in inglese a questo link), in cui si evidenziava l’importanza che una foto di famiglia, appesa alle pareti della nostra casa, ha nell’accrescere l’autostima e la sicurezza in se stessi nei nostri figli.

L’articolo citava studi di vari psicologi, che hanno evidenziato il ruolo della fotografia nella percezione che i bambini hanno della famiglia e di se stessi . E’ un’equazione piuttosto semplice:  la famiglia è una unità, e per i bambini è importante sapere di farne parte, di esserne una parte importante.

Una foto di famiglia appesa al muro

Mettere delle fotografie sui muri delle nostre case, in posizioni chiave come in salotto o nelle nostre camere, immagini in cui i bambini siano il centro della scena, fa percepire loro “mi tengono in considerazione, sono parte delle loro vite e di quello che fanno, questo è il posto a cui appartengo, è casa”.

Pensiamo quindi sia meglio preservare ricordi tanto importanti solo in forma digitale, magari su un telefono od un tablet ?

Non sono uno scienziato, mi limito a fare al meglio il mio lavoro di fotografo, ma la risposta mi è chiara ed evidente : stampiamo le fotografie dei nostri figli, faremo loro solo del bene, li cresceremo più sicuri di sè.

Appendiamo allora una foto che ci ritragga assieme a loro, magari nella loro cameretta. Sarà l’ultima cosa che vedranno prima di addormentarsi e la prima al mattino, e forse penseranno “il mio papà e la mia mamma mi vogliono bene”.

Maurizio Mannini

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