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fotograia panoramica per matrimonio in toscana

Ogni fotografo è costantemente alla ricerca di un proprio stile personale, di una propria firma che possa far distinguere il suo lavoro.

Nel corso del tempo mi sono reso conto che la fotografia panoramica, il realizzare ritratti ambientati negli ampi spazi della campagna toscana, non era solo fonte di soddisfazione personale, ma incontrava anche il gusto delle spose e dei nostri clienti.
Immagini cariche di drammaticità ed il contrasto tra le dimensioni degli sposi e dell’ambiente circostante, a poco a poco sono diventati quasi una firma del mio personale modo di fotografare il matrimonio.
Dedicandoci ossessivamente al design dei nostri album di matrimonio, ci siamo resi conto che una corretta combinazione di ritratti dal taglio stretto, con altri ampi e panoramici, conferisce ritmo alla narrazione della storia del matrimonio di qualunque sposa.

A questo approccio ad una fotografia che è più spesso “orizzontale” che “verticale”, hanno contribuito proprio gli album che abbiamo realizzato negli ultimi anni.

I nostri album di matrimonio, sono prodotti da Graphistudio in tre principali formati : quadrato, verticale ed orizzontale. Contrariamente ad alcuni anni fa, quando il formato quadrato e verticale erano di fatto uno standard, oggi  le coppie confermano sempre più spesso i nostri servizi, scegliendo un album in formato orizzontale, offrendoci il giusto supporto per immagini panoramiche a tutta apertura, che lascino chi le osserva a bocca aperta.

Fotografia panoramica, la nostra ricetta

Realizzare servizi fotografici di matrimonio in Toscana, dove abbondano panorami spettacolari, certamente ha facilitato il mio personale percorso, permettendomi di creare le mie immagini in queste modalità :

01. Fotografia panoramica con obiettivi grandangolari
Utilizzare un obiettivo come il 17-35mm, è sicuramente l’approccio più spontaneo ed immediato, permettendomi di allargare l’angolo di campo, restando sempre vicino ai miei soggetti, permettendomi di fornire loro le indicazioni necessarie, interagendo con loro per scatenare possibili reazioni emotive, creando il giusto contenuto per la storia che voglio raccontare.

02. Fotografia panoramica con obiettivi zoom
Questa seconda modalità può sembrare bizzarra (uno zoom 70-200mm per fare un panorama ???), ma dopo un poco di esercizio e di sperimentazione, ho iniziato decisamente a preferirla al classico uso dell’obiettivo grandangolare. Certamente non tutte le ambientazioni permettono di realizzare visuali ampie con uno zoom tirato a 200mm, ma se è possibile allontanarsi dagli sposi, preferisco di gran lunga il risultato che è possibile ottenere in questo modo. La compressione che il teleobiettivo offre, guida l’attenzione di chi osserva la foto sugli sposi, che rimanendo molto piccoli nel fotogramma, restano a fuoco mentre tutto l’ambiente circostante si fonde in uno splendido sfumato.

03. Fotografia panoramica ad esposizioni multiple
Se non è possibile allontanarsi dagli sposi, come realizzare panorami pur continuando ad utilizzare uno tele obiettivo od un medio zoom (24-70mm) ?

In questo caso, ho preso in prestito una tecnica classica dei fotografi di paesaggio, realizzando più esposizioni verticali che poi vado a combinare in Lightroom o Photoshop, per creare un’unica singola immagine. Questo metodo richiede certamente più lavoro, ma permette di esasperare la drammaticità del paessaggio, superando il limite di qualsiasi obiettivo grandangolare. Combinando più fotogrammi, mi permette inoltre di realizzare immagini ad altissima risoluzione, che faranno magari bella mostra di se in una doppia pagina 80x30cm di un album Graphistudio, oppure appese ad una parete come ingrandimenti fino all’ordine di alcuni metri !!!

Qualcuno troverà il mio approccio interessante, qualcuno lo troverà folle…ma alla fine non è forse il bello della fotografia ?

Viviamo un’epoca fortunata, in cui la tecnologia ci ha messo a disposizione incredibili strumenti, non resta che sperimentare (o perchè no giocare) per trovare la propria voce.

Alla fine ogni immagine, la scatta il fotografo e non la macchina fotografica.

Maurizio Mannini

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