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In un matrimonio, gli eventi si susseguono e si ripetonoogni singola volta nella stessa identica maniera, o quasi. Raccontato così, sembrerebbe qualcosa di una noia mortale e lo sarebbe sicuramente, se fosse solo finzione scenica e non vi fossero persone, persone vere.
Sono le persone, che rendono ogni matrimonio, qualcosa di unico ed irripetibile. Ed anche questa, è un storia di un matrimonio nel Mugello, semplice ed unica.

Ed in ogni matrimonio, riusciamo a trovare uno stimolo nuovo, una prima volta. Questa per esempio, è stata la nostra prima volta di un matrimonio completamente non posato. Nessuna sessione di ritratto, nessuna fotografia guidata, nessun intervento da parte nostra.
Solo fotografia documentaristica, senza filtri, tutti colto sul momento. Attimi rubati da dietro le quinte o come avrebbe detto il grande maestro Cartier Bresson, “a la sauvette”.

Rientrati alla base al termine del nostro servizio, io e Daniela ci siamo guardati sconsolati, con il rammarico di non aver realizzato nessuna delle nostre immagini “firma”. Avevamo la sgradevole sensazione di aver realizzato un servizio zoppo.
Lasciati passare alcuni giorni, quando il distacco emotivo ti permette di avere un giudizio maggiormente obiettivo, abbiamo decisamente riconsiderato la nostra posizione iniziale.

Fotografare per gli sposi

Dopo tutto, questa era stata la volontà degli sposi : lasciare che gli eventi si svolgessero spontaneamente, senza nessuna interferenza. Irene e Giovanni, hanno consapevolmente scelto di non eseguire una sessione di ritratto, convinti che avrebbe interrotto le emozioni e la semplicità che avevano voluto per il loro matrimonio. Andando a selezionare le immagini, ci siamo accorti che ovviamente mancavano quelle immagini “ruffiane”, che sono alla fine più immagini per noi fotografi, che non per gli sposi. E scatto dopo scatto, ci siamo trovati a lavorare su di un reportage fatto di immagini emotivamente forti, cariche di significato, immagini vere.

Ricorderemo questo matrimonio nel mugello, nella splendida chiesa di Santa Maria a Olmi ed alla Tenuta Ferracci a Borgo San Lorenzo, come un evento dove le persone sono state se stesso ogni momento. Dove le famiglie e soprattutto i bambini, sono stati protagonisti indiscussi.
Ricorderemo questo matrimonio, come quello che ci ha insegnato che un matrimonio si fotografa anche per noi, ma prima ancora per gli sposi. Ricorderemo questo matrimonio, come quello che ci ha insegnato che una buona fotografia si realizza con quello che hai già davanti, senza bisogno necessariamente di aggiungervi qualcosa.

Grazie Irene e Giovanni, faremo tesoro di quanto appreso nel vostro giorno più bello.

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